Parigi – Parte 2: i dolci

Vi ho raccontato delle cose da favola e divertenti che ho visto a Parigi ma adesso vi devo raccontare come è andata con la vera missione di questo viaggio Parigino: il cibo!

macarons

Macarons

Devo ammettere che il cibo a Parigi mi ha lasciato piuttosto insoddisfatta. Secondo me dato il gran numero di turisti i bar e ristoranti non si devono sforzare di servire buon cibo tanto non falliranno, ci saranno sempre turisti di cui approfittarsi, poi con i prezzi che hanno non possono fallire!!

L’ultimo giorno alle 10 di mattina, ho preso un croissant, un pain au chocolat e del pane in un panificio in centro. Erano tutti molli e “ciungosi”, erano vecchi! Almeno del giorno primo. Lo trovo davvero non professionale.

Un altro giorno ho preso un panino per pranzo, la cameriera che me lo ha scaldato se l’è dimenticato nel tostapane, nonostante io fossi di fronte a lei mentre serviva altri clienti. Quando finalmente ha realizzato che il mio panino era ancora nel tostapane è corsa a prenderlo, lo ha guardato, ha considerato il grado di abbrustolimento-bruciatura, ha alzato le spalle, lo ha incartato e me lo ha dato!!! Che?? E non sono mica economici i panini a Parigi, si aggirano sui 5-6 euro come minimo!

Inoltre Parigi è enorme e noi abbiamo camminato tantissimo. Non mi sorprenderei se avessimo percorso una decina di chilometri al giorno. La sera, una volta tornati in hotel, collassavamo sul letto. E quando ritrovavamo le forze per uscire a cena andavamo al primo ristorantino a due passi dall’hotel, di sicuro non ce la sentivamo di andare a cercare un localino prelibato in centro! Abbiamo iniziato a considerare i benefici di un hotel all-inclusive… forse stiamo diventando vecchi :P

Ma la cosa più importante non mi ha lasciato insoddisfatta: le pastine! Avevo fatto un bel po’ di ricerche prima di partire e avevo una lunga lista di pasticceria da visitare, e una lista di pastine da provare per ogni pasticceria!

Il primo giorno eravamo in linea con il piano. A metà pomeriggio, rilassandoci su Pont de l’Archevêcé guardando Notre Dame dall’altro lato della Senna, ci è venuto un languorino e abbiamo deciso di dirigerci verso la prima pasticceria nella mia lista: Pierre Hermé.

Notre Dame de Paris

Notre Dame de Paris

Non ci siamo andati direttamente però, abbiamo proseguito la visita di Parigi passando per il Pantheon, la Sorbonne e Saint Sulpice.

Pantheon

Il Pantheon

La boutique di Pierre Hermé era proprio opposta a Saint Sulpice. Siamo entrati e ci siamo trovati in un negozietto piccolissimo, senza tavolini. Lo spazio per i clienti non era più grande di un corridoio: pastine sulla sinistra, cioccolatini in alte vetrine sulla destra, la cassa in fondo al corridoio e ci si ritrovava già a camminare verso l’uscita comprimendosi fra i clienti per uscire con le proprie prelibate pastine. Così abbiamo deciso di andare a mangiare le nostre leccornie sui gradini di Saint Sulpice, era una bellissima giornata di sole quindi perché no? :)

Tarte Vanille Infiniment la scatolina

Io ho scelto una Tarte Vanille Infiniment. Non credo di aver mai mangiato qualcosa di così buono! Non sono un amante della vaniglia, ma questa pastina fa eccezione. Non penso che potrò mai più mangiare un gelato alla vaniglia e trovarlo buono dopo questa delizia, ha rovinato tutte le cose che sanno di vaniglia che mangerò in futuro!

Tarte Vanille Infiniment

Il maritino ha preso una Tarte Fine Porcelana. Una cioccolatosa fetta di paradiso! E veniva in una scatolina fatta apposta per lei!

Tarte Fine Porcelain

Abbiamo anche preso un Macaron Mogador e un Macaron al cioccolato. I macaron ci hanno lasciato piuttosto insoddisfatti. Il Mogador era un mix di cioccolato e passion fruit che non mi è piaciuto per niente. Quello al cioccolato era buono, ma questi piccoli dolcetti vengono venduti a 2 euro l’uno e sono prodotti in massa, di sicuro non richiedono la cura di una pastina, quindi abbiamo deciso di evitare i macaron e concentrarci sulle pastine nelle prossime avventure.

... finita. Lacrime :(

Il giorno seguente, nel tardo pomeriggio, stanchi dalla lunga passeggiata per raggiungere la Tour Eiffel (la linea della metro era rotta, questi Parigini non godono dell’ottimo sistema al quale siamo abituati a Berlino) e ancora più stanchi dopo aver passato diverse ore al Museo d’Orsay abbiamo deciso che dovevamo portare a termine la missione pastine anche quel giorno. Inoltre non avevamo dimenticato il sapore delle delizie mangiate il giorno prima ma volevamo rinfrescarci la memoria ;)

Abbiamo passeggiato verso la Pâtisserie des Rêves e non vedevamo l’ora di passare il resto del pomeriggio rilassati davanti a una buona pastina (o più di una) e un thè. Ma siamo rimasti delusi dal trovarci in un negozio un po’ più grande di Pierre Hermé ma sempre senza tavolini, di nuovo solo pastine e cioccolatini. E questa volta non c’era nessuna scalinata su cui potevamo goderci le prelibatezze. Altamente insoddisfatti abbiamo lasciato Pâtisserie des Rêves e abbiamo deciso di provare Hugo et Victor. Era lì vicino quindi valeva la pena tentare ma iniziavamo a dubitare che le pasticcerie nella mia lista fossero del tipo all’italiana, con tavolini e sedie dove uno può confortevolmente passare un po’ di tempo. Ma a Parigi uno dove dovrebbe andare a mangiare le sue preziose pastine? Sul marciapiedi? O in hotel? O forse queste pasticcerie sono solo per chi vive a Parigi e può andare a casa con le sue pastine?

Presto siamo arrivati da Hugo et Victor, ma ancora una volta ci siamo trovati solo un negozio, o meglio una boutique. Eravamo così delusi che siamo andati via senza comprare niente. Però ci siamo guardati le vetrine, è come quando si adocchia un negozio di Versace o Gucci, ci si ferma a guardare le vetrine. Anche i prezzi delle pastine era simile a quello di una borsa di Gucci :P

Insomma abbiamo fallito. Giorno 2 e non abbiamo conquistato nessuna pastina, sigh sigh. La sera in hotel ho riguardato la mia lista e ho cercato un po’ su internet quali delle pasticcerie hanno tavolini e sedie. La prossima volta saremmo stati più preparati.

Il giorno seguente siamo partiti alla volta di Jacques Genin e il suo bel negozio, con tavolini e sedie dove ci si può godere piacevolmente l’esperienza, fiori freschi sul tavolo compresi. C’erano pochi tavoli è! Noi abbiamo subito trovato posto ma dopo di noi si è subito formata una fila.

Jacque Genin è un maestro di pasticceria tradizionale francese. A differenza di altri lui non inventa nuove pastine, prepara solo quelle originali. Inoltre non crea incredibili decorazioni, le sue pastine sono semplici, di nuovo: tradizionali. Questo non vuol dire che le sue creazioni siano meno deliziose di quelle di altri. E’ un maestro in quello che fa, prepara le migliori pastine tradizionali di Parigi.

Avevo una lunga lista di pastine di Jacque Genin da provare, ma a 7-8 euro a pastina ho deciso di prenderne solo una, la più grande che avevano in negozio :P Ho preso un Saint-Honoré.

saint-honore

Il Saint-Honoré è fatto da una base di pasta sfoglia. Mi vergogno un po’ di chiamarla pasta sfoglia dato che di solito io uso quella comprata e questa non aveva nulla a che fare, diciamo che era una base di vera pasta sfoglia. Un lato della sfoglia è coperta di crema pasticcera meravigliosamente profumata alla vaniglia coperta da un secondo strato di crema chantilly, anche questa bella vanigliosa. L’altro lato della sfoglia sfoggiava tre bei bignè: il primo al cioccolato, il secondo alla crema, e il terzo al caramello. Un delirio di bontà. Mangiarla è stato un’esperienza!

saint-honore

Il maritino ha preso un Éclair au chocolat.

eclair au chocolat

Entrambe le pastine erano eccezionali e ci hanno anche servito una degustazione di cioccolatini (li vedete nella foto qui sopra). Che delizia!

Il nostro viaggio purtroppo si è concluso e la mia lista di pasticcerie e pastine comprende molti posti che non siamo riusciti a scoprire. Ma un giorno tornerò a Parigi, e la prossima volta faro un viaggio enogastronomico! Devo dare la possibilità alla cucina francese di farmi innamorare, proprio come mi sono innamorata della Tarte Vanille Infiniment di Pierre Hermé.

Di seguito condivido con voi la mia lista, in caso voleste andare in una dolce missione Parigina come la mia ;)

Paris Pastry Boutiques

  • Jacques Genin. Pastine suggerite: éclair au chocolat, tarte au citron, tarte au chocolat, saint-Honoré. 133, rue de Turenne. Apre alle 11. Tavolini e sedie disponibili.
  • Carl Marletti. Pastine suggerite:  Marie Antoinette, Belle Helene, Mont Blanc. 51 Rue Censier. Apre alle 10.
  • Pierre Hermé. Pastine suggerite: Gourmandises Constellation, Montebello. 72 Rue Bonaparte. Apre alle 10. Solo boutique.
  • Ladurée. Pastine suggerite: Macaron Fleur d’Oranger, Ladurée è noto per i suoi macarons ma le sue pastine sono giganti macarons con un sacco di altre cose, io quindi proverei le pastine! 21 Rue Bonaparte. Apre alle 8:30.
  • Café Pouchkine. Pastine suggerite: Or Noir e molte altre, bellissime e di buona qualità. Si trova all’interno del centro commerciale Printemps Mode, 64 Boulevard Haussmann. Apre alle 9:30. Tavolini e sedie disponibili.
  • La Pâtisserie des Rêves. Pastine suggerite: Grand Cru. 93 Rue du Bac. Apre alle 9. Solo boutique.
  • Hugo & Victor. Pastine suggerite: Macaron Mangue. 40 Boulevard Raspail. Apre alle 9. Solo boutique.
  • Des Gâteaux et du Pain. Pastine suggerite:  J’Adore la Fraise, provare i croissant. 63, Boulevard Pasteur. Apre alle 8.

 

State andando a Parigi ma non volete portare a casa la solita piccola riproduzione della Tour Eiffel? Allora io suggerirei un bella grattugia a forma di Tour Eiffel :P

Grattugia a forma di Tour Eiffel

One Response to Parigi – Parte 2: i dolci

Rispondi